Scratch
Scratch è un ambiente di programmazione che utilizza un linguaggio di tipo grafico e visuale, a blocchi.
In questo ambiente non bisogna digitare alcun codice, come avviene, invece, nella programmazione tradizionale. Per creare un programma, infatti, basterà trascinare dei blocchi di codice, preimpostati e divisi per colore, all’interno dell’area di coding ed unirli insieme seguendo un ordine logico.
E’ un linguaggio che consente a chiunque, anche a chi non ha mai programmato, di creare, in maniera semplice ed intuitiva, delle storie interattive, dei semplici giochi e delle animazioni.
Scratch è anche molto social, infatti, è possibile condividere la propria creazione e remixarla in collaborazione con gli altri scratchers. Ad aprile 2017 c’erano più di 18,5 milioni di utenti registrati sul sito ufficiale con oltre 22,5 milioni di progetti condivisi. Insomma, un’immensità di idee e potenziali co-programmatori.
Come è nato Scratch?
La prima versione di Scratch diffusa online nasce nel 2006 al Massachusetts Institute of Technology di Boston, sviluppata da Lifelong Kindergarten group, dei Media Lab sotto la guida di Mitchel Resnick.
L’idea di Resnick è quella di creare un modo facile e divertente di imparare a programmare, accessibile liberamente a tutti, perché, nell’era del digitale, conoscere i principi di programmazione ormai è diventato fondamentale per chiunque.
Citando la famosa TED Talk di Resnick Insegniamo ai bambini a programmare:
-Quando si diventa fluenti a leggere e scrivere non lo si fa solamente
per diventare uno scrittore di professione. Poche persone diventano
scrittori di professione. Ma imparare a leggere e scrivere è utile a
tutti. Ed è la stessa cosa per la programmazione. La maggior parte delle
persone non diventerà un esperto di informatica o un programmatore, ma
l’abilità di pensare in modo creativo, pensare schematicamente, lavorare
collaborando con gli altri - queste sono abilità che si sviluppano
anche quando si programma con Scratch - sono cose che le persone possono
usare, indipendentemente dal lavoro che fanno.
Perché si chiama Scratch?
Il nome di questo linguaggio deriva dall’inglese to scratch (graffiare), che definisce anche la tecnica dei DJ di muovere i dischi vinili sotto le testine dei giradischi per creare dei remix. Questo nome, ovviamente, non è per niente casuale e descrive con precisione l’idea base di Scratch, ovvero quella di unire insieme immagini, suoni e testi per creare un contenuto multimediale. E non solo, con Scratch siamo liberi di prendere i progetti degli altri e “remixarli” per creare qualcosa di originale, di nostro, proprio come fanno i DJ!
Cosa si può fare con Scratch?
Pur essendo un linguaggio di programmazione piuttosto semplice, Scratch ci consente di creare un vasto numero di contenuti diversi, per esempio cartoni animati, animazioni e storie interattive, quiz e puzzle, ma anche dei semplici giochi arcade.
Si entra digitando SCRATCH su un motore di ricerca o cliccando a questo link
1.Stage
2. Area degli Sprite
3. Area dei Blocchi
4. Area degli Script
Aprendo scratch 3.0 ci troveremo dunque nella schermata iniziale che
sul lato destro presenta un’area che è l’anteprima del nostro programma
con al centro il gattino (lo sprite) che è il simbolo di scratch.
Quest’area si chiama stage.
In quest’area ci sono in alto a destra due simboli: una bandiera verde (fa partire l’animazione che
abbiamo programmato) e un esagono rosso (ferma il
programma).
Gli sprite sono gli oggetti che andremo a posizionare sullo schermo.
Subito sotto, sul lato destro, avete la possibilità di cambiare sprite, infatti cliccando sulla sagoma della testa del gattino con il più sopra, si apre un messaggio con la scritta “Scegli uno sprite“.
Se sceglierete questa opzione vi si aprirà una finestra con la
possibilità di scegliere un nuovo sprite per la vostra applicazione. Fate clic allora su un personaggio a piacere, in modo da aggiungerlo nello stage.
Ogni sprite, può essere duplicato o cancellato semplicemente cliccando con il tasto destro sullo sprite stesso.
Sulla sinistra in alto troviamo 3 linguette: nella prima selezioniamo gli elementi che riguardano il codice a blocchi da inserire nel nostro programma. Nella seconda invece troviamo i possibili costumi degli sprite e infine nella terza abbiamo la possibilità di inserire dei suoni.
I blocchi si trascinano nell’area centrale del nostro programma (area degli script), è
infatti quella è l’area dove si progetterà il nostro algoritmo.


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